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ANEMIA FALCIFORME,QUANTO DURANO I GLOBULI ROSSI DOPO LA TRASFUSIONE

Uno studio pubblicato su Blood Advances ha seguito la permanenza in circolo dei globuli rossi trasfusi in 20 pazienti. I risultati mostrano differenze legate sia alle caratteristiche delle cellule sia a quelle dei riceventi

 

Quanto a lungo restano in circolo i globuli rossi dopo una trasfusione? Per le persone con anemia falciforme, la risposta è particolarmente importante: le trasfusioni sono utilizzate per trattare e prevenire alcune complicanze della malattia, e la durata delle cellule ricevute può contribuire a determinarne l’efficacia nel tempo. Uno studio pubblicato quest’anno sulla rivista Blood Advances ha misurato la sopravvivenza dei globuli rossi trasfusi in 20 pazienti, adulti e bambini, sottoposti a trasfusioni periodiche. I ricercatori hanno seguito 49 unità di globuli rossi, marcando una parte delle cellule per poterle distinguere da quelle del ricevente e osservarne la permanenza nel sangue.

A 24 ore dalla trasfusione, la quota mediana di cellule rilevabili era pari al 97,3% rispetto alla misurazione iniziale. Dopo 28 giorni era dell’80%, mentre a 90 giorni scendeva al 21%. Il tempo mediano necessario perché la quantità di globuli rossi marcati si riducesse della metà era di 60 giorni. Si tratta di valori mediani: lo studio ha rilevato una variabilità significativa tra i diversi pazienti e le diverse unità trasfuse. L’analisi ha inoltre individuato associazioni tra una minore sopravvivenza dei globuli rossi e alcune caratteristiche delle cellule del donatore, come il deficit dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) e il tratto alfa-talassemico. Anche il volume della milza del ricevente risultava associato a una minore permanenza delle cellule trasfuse in circolo.

Nell’anemia falciforme, i globuli rossi possono assumere una forma anomala e diventare più fragili, contribuendo all’anemia e ad altre complicanze. Le trasfusioni forniscono globuli rossi senza questa alterazione, aiutando a ridurre la quota di emoglobina falciforme nel sangue. Capire come e perché le cellule trasfuse vengano eliminate dall’organismo può quindi aiutare a studiare meglio la risposta al trattamento.

I risultati, tuttavia, non definiscono nuovi criteri per la selezione dei donatori e non modificano le indicazioni trasfusionali. Si tratta di uno studio osservazionale condotto su un gruppo limitato di pazienti: saranno necessarie ulteriori ricerche per confermare le associazioni individuate e comprenderne le eventuali implicazioni cliniche.

L’obiettivo è approfondire i fattori che influenzano l’efficacia delle trasfusioni nelle persone con anemia falciforme, una malattia genetica che richiede spesso un’assistenza continuativa. Conoscere meglio la sopravvivenza dei globuli rossi trasfusi può contribuire, nel tempo, a perfezionare la gestione di questi pazienti.