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VIRUS TRASMESSI DALLE ZANZARE: UN ESAME DEL SANGUE MIGLIORA LA MAPPATURA

Nel pieno della stagione estiva, il risultato di uno studio potrebbe permettere di migliorare la sorveglianza delle varie infezioni. Un vantaggio importante anche in ambito di sicurezza trasfusionale

 

Per distinguere i virus trasmessi dalle zanzare basterebbe un semplice esame del sangue, così da contribuire a una migliore sorveglianza della diffusione di queste infezioni. È il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications che potrebbe rappresentare un’ottima notizia soprattutto in un periodo dell’anno come quello in cui ci troviamo: l’estate.

Forme come DengueZikaChikungunya e West Nile, si diffondono sempre di più, in particolare a causa del riscaldamento climatico, con conseguenti ripercussioni anche sull’attività di donatrici e donatori di sangue e plasma. Parliamo di malattie virali che costituiscono una crescente minaccia per la salute pubblica a livello globale. Con l’aumento delle temperature, le zanzare Aedes, vettrici di malattie, si diffondono in aree geografiche sempre più estese, aumentando il rischio di epidemie anche in alcune parti d’Europa. Per prevenire e arrestare rapidamente la diffusione di questi virus, pericolosi anche in ambito trasfusionale, sono necessari metodi più affidabili per comprendere come le infezioni si diffondono tra le popolazioni.

Nello studio, i ricercatori dell’Institut Pasteur in Francia, del Karolinska Institutet in Svezia e diversi partner internazionali, hanno sviluppato un metodo basato sugli anticorpi in grado di distinguere tra una vera infezione pregressa e le reazioni crociate che si verificano quando i virus sono strettamente correlati.

I ricercatori hanno analizzato più di 4mila campioni di sangue provenienti da Perù, Senegal, Guyana francese e Nuova Caledonia. Sono stati misurati gli anticorpi contro 28 proteine virali di nove diversi virus trasmessi dalle zanzare, tra cui Dengue, Zika, Chikungunya e Mayaro: l’obiettivo era quello di mappare nel tempo la loro diffusione in varie regioni, nonostante il fatto che virus strettamente correlati generino spesso risposte anticorpali cross-reattive. Per determinare quali profili anticorpali indicassero un’infezione effettiva, gli esami di laboratorio sono stati integrati con modelli matematici.

Un metodo complementare ha inoltre permesso di confermare se una reazione fosse specifica per il virus sottoposto a test o invece causata da reazioni crociate. Ciò ha consentito ai ricercatori di constatare che individui che inizialmente sembravano essere stati infettati, ad esempio, sia dal virus Chikungunya che dal virus Mayaro, a esso correlato, in alcuni casi erano stati infettati solo dal Mayaro, ma avevano sviluppato anticorpi a reattività crociata simili a quelli indotti dall’infezione da virus Chikungunya.