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SHOCK EMORRAGICO: COME UTILIZZARE GLI EMOCOMPONENTI NEL SOCCORSO EXTRAOSPEDALIERO

Si intitola “Raccomandazioni di appropriatezza clinica nella somministrazione di emocomponenti ed emoderivati in setting extraospedaliero”. Si tratta di un documento che definisce i criteri per un utilizzo sicuro, appropriato e tracciabile dei prodotti ematici nei contesti dell’emergenza territoriale e dell’elisoccorso, con particolare attenzione alla gestione dello shock emorragico

 

Il testo è stato coordinato e promosso dalla SIAARTI (società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva) ed è nato dalla collaborazione con la Società italiana di malattie infettive e tropicali (SIMIT), il Centro nazionale sangue (CNS), l’Associazione nazionale infermieri di area critica (ANIARTI), la Società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia (SIMTI) e la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (SIMEU).

Sfogliando la guida, disponibile integralmente a questo link, si capisce come pagina dopo pagina rappresenti un vero e proprio vademecum, con precise indicazioni di applicazione. In particolare, queste buone pratiche puntano a:

  • promuovere la standardizzazione delle procedure di gestione, trasporto e somministrazione degli emocomponenti in contesti preospedalieri;
  • garantire la tracciabilità e la sicurezza del processo trasfusionale fuori dall’ambiente ospedaliero;
  • facilitare l’adozione di sistemi locali integrati con i servizi trasfusionali, secondo principi di governance clinica e sostenibilità;
  • favorire l’aggiornamento dei professionisti coinvolti nella gestione extraospedaliera dei pazienti emorragici gravi, offrendo raccomandazioni basate sulle migliori evidenze disponibili.

 

Lo shock emorragico è una delle principali cause di morte nei pazienti traumatizzati nel setting extraospedaliero. L’utilizzo di emocomponenti, principalmente emazie concentrateplasma o concentrato di fibrinogeno, e in alcuni Paesi anche sangue intero a basso titolo, rappresenta ormai uno standard nei sistemi di soccorso anglosassoni e statunitensi. In Italia dal 2020 sono in corso esperienze di impiego di emocomponenti in ambito extraospedaliero in alcuni Servizi di Elisoccorso (HEMS) di Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia e Puglia. Al di là dell’impatto che ciò avrà sulla mortalità a lungo termine, che è oggetto al momento di studi multicentrici, anche le esperienze italiane stanno dando buoni risultati in fatto di gestione dell’emocomponente e di fattibilità tecnica della trasfusione.