Giornata mondiale del donatore: la presenza di AVIS in tv, radio e giornali

Dai tg ai quotidiani, sono state molte le testate che hanno ospitato il presidente Gianpietro Briola per fare un bilancio sul nostro sistema trasfusionale in occasione del 14 giugno

L’impatto della pandemia sulle donazioni. Il ruolo dei donatori per il raggiungimento dell’autosufficienza di farmaci plasmaderivati. Le iniziative per sostenere la ricerca contro le malattie rare. E poi ancora l’impegno con le scuole attraverso il progetto “Rosso Sorriso” e il coinvolgimento dei volontari per ribadire, ancora una volta, quanto il 14 giugno, soprattutto quest’anno, non sia stata una data come le altre.

Sono stati molti i temi su cui il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, è intervenuto in occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue. Temi che sono stati al centro della sua partecipazione a tg e programmi televisivi e radiofonici di approfondimento. Una serie di interviste che il presidente ha rilasciato e che hanno contribuito non solo a rilanciare l’importanza di questo appuntamento così sentito, ma anche a spiegare quali segni il Covid ha lasciato sul sistema trasfusionale e quali sono le sfide da affrontare e vincere insieme.

Già alla vigilia del weekend più atteso dell’anno, Il Sole 24 Ore aveva ripreso la notizia relativa ai dati sulla raccolta di sangue e plasma nel corso del 2020, rilanciando l’appuntamento di sabato 12 giugno con il webinar organizzato da AVIS Nazionale in collaborazione con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, dedicato al ruolo del sangue e degli emocomponenti nella cura delle malattie rare. Prima ancora, venerdì 11, il presidente Briola era stato ospite su Radio 1 della trasmissione Formato Famiglia Life, condotta da Annalisa Manduca (ascoltando il podcast, la parte dedicata ad AVIS va dal minuto 01:20 al minuto 11:14).

«L’edizione di quest’anno della Giornata mondiale del donatore assume un significato ancora più particolare – ha commentato il presidente sulle colonne del Corriere della Sera – Il Covid ha rappresentato un nemico ostico da battere e solo adesso, seppur con cautela, possiamo guardare al futuro con fiducia. Se il rischio di carenza di sangue ed emoderivati legato alla pandemia è stato contenuto, gran parte del merito va proprio ai donatori e alle associazioni di volontariato che, anche nei mesi più complicati, non hanno fatto mancare impegno e supporto al sistema trasfusionale. Anche i numeri dimostrano che, nonostante una lieve e comprensibile flessione, il nostro sistema è solido e rappresenta un’eccellenza a livello internazionale».

Il 14 giugno è stata l’occasione non solo per dare valore al ruolo dei donatori, ma anche per ricordare cosa significhi essere volontario e quanto beneficio le persone possano trarre dalla scelta etica e non remunerata di tanti. È ciò che il Tg3, nell’edizione di sabato 12 giugno, ha voluto fare intervistando due pazienti che, proprio grazie ai donatori di sangue e plasma, possono vedersi garantite le terapie salvavita di cui hanno bisogno: «Il donatore dell’AVIS è una persona normalissima che fa una cosa eccezionale – racconta una volontaria intervistata durante il servizio – dona la vita a persone estranee».

3400 sedi e oltre un milione e 300mila donatori per poter raggiungere l’autosufficienza e dare ai pazienti speranze concrete di cura. Sono i numeri che il presidente Briola ha elencato durante l’edizione del Tg2 di domenica 13 giugno in diretta da piazza San Pietro poco dopo la conclusione dell’Angelus in cui, anche Papa Francesco, aveva inviato un messaggio di ringraziamento ai donatori per l’impegno profuso a favore della società.

Il concetto della donazione insostituibile e necessaria quotidianamente è stato sottolineato dal presidente anche nel corso della trasmissione Unomattina del 14 giugno, mentre poco dopo, ai microfoni di Rai News 24 e, ancora, di SkyTg24, Briola ha tranquillizzato sul calo registrato nella raccolta nel 2020 spiegando che «i numeri, alla luce dell’emergenza, hanno confermato la solidità del nostro sistema. Un periodo in cui, nonostante tutto, tanti giovani si sono fatti avanti per iniziare a donare».

Sempre il 14 giugno, nell’edizione delle 13:00 del Tg5, il presidente ha spiegato che la sfida per il futuro «è quella di raggiungere l’autosufficienza nella raccolta del plasma per conferirlo all’industria e produrre preziosi farmaci salvavita». Prima dell’intervento del presidente, il telegiornale aveva trasmesso uno stralcio del video realizzato da AVIS Nazionale in cui i donatori di diverse regioni italiane avevano testimoniato su cosa significasse per loro compiere questo gesto solidale così prezioso.

Nel pomeriggio, sempre sulle reti Rai, nel corso della trasmissione Oggi è un altro giorno, il campione paralimpico di sci nautico e testimonial della nostra associazione, Daniele Cassioli, ha raccontato la sua esperienza e lanciato l’invito a farsi avanti e diventare donatori, insieme alla volontaria AVIS e ricevente Eloisa Abis e ad Alice Simonetti, componente dell’Esecutivo di AVIS Nazionale (la parte dedicata ad AVIS va dal minuto 1:25:40 al minuto 1:31:15).