Maurizio Infantino

Sono Maurizio Infantino ed ho conosciuto AVIS quando diverso tempo fa lo Stato mi chiamò a Verona per il servizio Militare di leva.

Un’esperienza molto bella fuori Roma che mi fece vedere cose diverse e atteggiamenti  operosi diversi.

Il comandante del tempo ci propose di fare la donazione del sangue. Per me la sorpresa fu grande e bellissima . Avis era già lì e con i suoi volontari ci raccontava l’importanza del dono.

Il mio ritorno a Roma si arricchì anche di questa esperienza e alle attività  di volontariato che già vivevo scoprii l’importanza di essere regolare e costante nel dono di sangue. Un piccolo servizio che aveva  un grande effetto. Dare la Vita ad un altro diverso da me  che era  anche uno sconosciuto .

Nel tempo mi è sembrato naturale vivere questa esperienza nella mia citta anche nel mondo del lavoro. Ne parlai così in ambito aziendale, a seguito di un evento negativo e dell’ennesima email  di richiesta sangue per qualche ammalato particolare. L’azienda  trovò di assoluto interesse l’iniziativa così, essendo diffusa a livello nazionale, si rese disponibile a sviluppare un Gruppo donatori aziendale nazionale sostenuto da AVIS da Trento a Palermo. Oggi questa azienda in AVIS  è una delle primarie aziende italiane per la raccolta del sangue.

Siamo riusciti tutti insieme a promuovere il dono, contenere le richieste  sistematizzando l’emergenza, sostenere i colleghi in difficoltà e dopo molti anni scoprire che oltre il collega c’era una persona con la sua storia e il suo civismo. Une bene importante un vero capitale sociale che fa di queste relazioni il carburante umano che rende le persone più vicine e più rispettosa degli altri anche nel contesto lavorativo.

La mia famiglia mi ha accompagnato in questo cammino di impegno e con  essa condivido momenti belli ma anche momenti di difficoltà. L’emergenza sangue a Roma è molto sentita e spesso le persone cercano supporto e sostegno ma anche speranza. E’ per me molto bello vedere la felicità negli occhi di chi riesce a farcela. In quei momenti trova senso l’impegno ma anche la strenua battaglia nel cercare nuove modalità e nuovi strumenti per sostenere i donatori ma anche per cercarne dei nuovi soprattutto fra più giovani.

E’ con  loro che trovo infatti la forza per poter immaginare il futuro che è alla nostra portata. Un futuro capace di fare la città di ROMA autonoma e permanentemente capace di essere  donatrice