FAQ

Le risposte alle vostre domande più comuni.

faq

  • Grazie all'accurata selezione per un adulto sano la donazione di sangue non comporta alcun rischio. Esistono precise disposizioni che regolano la raccolta del sangue:
  • la quantità del sangue che viene prelevata mediamente ad ogni prelievo è minima ed è stabilita per legge in 450 centimetri cubi +/- 10%.
  • Tra una donazione di sangue intero e l’altra devono trascorrere almeno 90 giorni. • La frequenza annua delle donazioni di sangue intero non deve essere superiore a 4 nell’uomo e a 2 nelle donne in età fertile.
  • I controlli e le visite periodiche effettuate a ciascun donatore prima di ogni donazione sono uno strumento di medicina preventiva, a tutela dello stato di salute generale del donatore.
La donazione di sangue per le donne non ha alcuna controindicazione. Tuttavia in virtù delle perdite legate al ciclo mensile le donne in età fertile possono effettuare solo un massimo di due donazioni di sangue intero l’anno. Il monitoraggio costante della emoglobina, effettuata prima di ogni donazione, e del ferro, tutelano la salute delle donatrici. Le donne risultano essere particolarmente "adatte" alla donazione di plasma in aferesi che non incide assolutamente sui globuli rossi ed il ferro.
Il mattino del prelievo è preferibile essere a digiuno o aver fatto una colazione leggera a base di frutta fresca o spremute, thè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati. Le donne che hanno in corso una terapia anticoncezionale non devono sospenderne l’assunzione quotidiana.
Il segreto medico e la legge sulla "Privacy", che individua le "figure" responsabili al trattamento dei dati in questione assicura la massima discrezionalità e segretezza di tutti gli aspetti sanitari e dei risultati delle analisi effettuate.
Un nostro slogan recita "donare sangue: una scelta per gli altri, una scelta per se stessi". A livello individuale si ha la gratificazione morale di concorrere alla soluzione di un grave problema e l’orgoglio di appartenere ad una componente attiva del volontariato socio-sanitario, decisiva per la costruzione del sistema trasfusionale. Inoltre, donare regolarmente sangue garantisce al donatore un controllo costante del proprio stato di salute attraverso visite mediche ed accurati esami di laboratorio, eseguiti ad ogni prelievo.
Perché l’obiettivo primario e fondamentale è la SICUREZZA L’attività di AVIS è finalizzata a promuovere una donazione "sicura" del sangue e a rispondere efficacemente alle esigenze dei bisogni mirati e quindi programmati dei Servizi Trasfusionali, in funzione dell’obiettivo della "sicurezza". L’AVIS annovera tra le proprie file solo donatori periodici cioè donatori che ad intervalli regolari si recano presso le strutture trasfusionali per donare il loro sangue.
L'AVIS è una associazione di volontari: nessun socio impegnato nell’associazione a qualunque titolo e con qualunque funzione, percepisce compensi. Sono stipendiati invece i dipendenti che svolgono un lavoro permanente nell’associazione. L'Avis sostiene economicamente la propria azione (spese per la promozione della donazione, per l’invio dei donatori alle strutture Trasfusionali e/o per la raccolta diretta delle unità di sangue, ecc.) con i rimborsi, stabiliti da un decreto ministeriale ed erogati, per convenzione, dalle Aziende Sanitarie e/o Ospedaliere.
La carenza di sangue nei mesi estivi è purtroppo un dato di fatto: in Italia, ed in particlar modo nelle grandi metropoli come Roma, in questi mesi, ma sempre più anche nel corso dell’intero anno, si rilevano fortissime diminuzioni nella raccolta di sangue mentre il bisogno di emocomponenti rimane stabile o, addirittura, aumenta.
Basta raccogliere almeno 5 persone seriamente intenzionate a donare il sangue.
Nell’aferesi (termine greco che significa l’atto del "portar via"), attraverso l’uso di separatori cellulari, si ottiene dal sangue del donatore soltanto la componente ematica di cui si ha necessità (plasma, piastrine,...), restituendogli contemporaneamente i restanti elementi. Ciascun separatore cellulare centrifuga o filtra il sangue che defluisce da un braccio del donatore trattenendo il componente ematico necessario e restituendogli il rimanente. Si parla di plasmaferesi se si prelava solo plasma, di piastrinoaferesi se si prelavano solo piastrine, di plasmapiastrinoaferesi se si prelavano plasma e piastrine, ecc.
Il sangue è un fluido viscoso costituito da: • globuli rossi • globuli bianchi • piastrine • plasma (liquido costituito da acqua per il 90%, da proteine per il 6-8% e da elettroliti per il 2-4%) Per la loro funzione vitale il sangue e i suoi componenti trovano un ampio impiego terapeutico, vengono infatti utilizzati per la cura di numerose patologie e in alcuni casi di emergenza rappresentano un rimedio indispensabile per la salvezza della vita del paziente I globuli rossi Grazie a una proteina in essi contenuta - l'emoglobina - i globuli rossi svolgono un'importantissima e vitale funzione: trasportare l'ossigeno dai polmoni ai tessuti. Vengono trasfusi in caso di grave anemia conseguente a: • leucemie • tumori solidi • emorragie acute • interventi chirurgici • difetti congeniti come la talassemia Le piastrine Intervengono per prime nel processo di emostasi: depositandosi sul vaso leso, formano un aggregato che arresta la fuoriuscita di sangue. Vengono trasfuse in caso di riduzione numerica conseguente a: • leucemie • tumori solidi Il plasma e i suoi derivati Il plasma, congelato subito dopo il prelievo e scongelato al momento della trasfusione, viene utilizzato in casi rari, ma di estrema gravità clinica come deficit di fattori della coagulazione. I farmaci plasmaderivati (albumina, immunoglobuline generiche e specifiche, fattori della coagulazione) sono, invece, il risultato della lavorazione industriale del plasma e costituiscono, in alcuni casi, dei farmaci salvavita. Le principali indicazioni sono: • emofilia • malattie del fegato • deficit immunologici • profilassi delle infezioni (come tetano ed epatite B)
Esiste il rischio che il donatore doni in un momento in cui la presenza di un agente infettivo non sia rilevabile ne' clinicamente ne' laboratoristicamente (periodo di incubazione, periodo di finestra diagnostica). Questo vale per le epatiti virali e per l'infezione da HIV, ma anche per altre malattie (morbillo, varicella, mononucleosi) che possono diventare pericolose se trasmesse a soggetti immunodepressi, quali malati ematologici e oncologici.
Il donatore in ogni momento può chiedere ulteriori chiarimenti: il personale volontario dell'AVIS ed il personale del servizio trasfusionale forniranno al donatore tutte le informazioni relative all'attività di donazione.
Anche se per qualche motivo non ti è possibile donare il sangue, puoi fare molto per aiutarci: piccoli gesti di poco, ma prezioso, impegno, oppure un volontariato più intenso.
Sì, puoi donare il sangue ma con una frequenza inferiore rispetto ad un non portatore di microcitemia.
Si, solo se segui una dieta priva di glutine.